Quando arriverà il vaccino per il Coronavirus?

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Il vaccino per il Coronavirus non arriverà in tempi brevissimi, anche se molti ricercatori ci stanno lavorando sin dall’inizio dell’emergenza. Ma a che punto siamo?

Fin dai primi casi di Covid-19, il mondo della ricerca ha iniziato a lavorare sul vaccino. Dopo che l’OMS ha dichiarato lo stato di pandemia, gli studi si sono intensificati. Il vaccino per il Coronavirus rappresenterebbe una risorsa importantissima soprattutto per le persone più a rischio, come chi soffre di patologie croniche, è anziano o fuma.

Oggi sono una ventina i soggetti, tra università, centri di ricerca e aziende, impegnati nello studio del vaccino per il Coronavirus.

Molti dei vaccini allo studio mirano allo stesso obiettivo: stimolare nell’organismo la produzione di anticorpi capaci di inattivare quella che si chiama “proteina S” o “proteina Spike”. Si tratta di una delle proteine che compongono la struttura del Sars-CoV-2 e che, stando alle prime evidenze, provocherebbe la reazione immunitaria nell’uomo e permetterebbe al virus di penetrare nelle cellule dell’organismo.  L’idea di base è che neutralizzando la proteina S si riesca a neutralizzare anche l’infettività dell’intero virus.

Al momento, i test sono ancora nelle fasi iniziali.

Se è vero che i primi preparati sono già pronti, ora bisognerà dimostrare sia in vitro (in alcuni casi, i test sono già stati effettuati) sia in vivo (sugli animali, poi sugli uomini), che:

  • Il virus penetra effettivamente nelle cellule attraverso la proteina S;
  • Il vaccino è in grado di stimolare la produzione di anticorpi diretti contro la proteina S;
  • gli anticorpi contro la proteina S sono capaci di neutralizzare l’infettività del virus;
  • Il farmaco è sicuro negli uomini.

A dispetto degli annunci sensazionalistici arrivati in questi giorni, per avere un vero e proprio vaccino per il Coronavirus serviranno ancora parecchi mesi.

In questa situazione di emergenza, è plausibile che le autorità di controllo concederanno alle aziende farmaceutiche di saltare alcune fasi della sperimentazione. Ma, in ogni caso, i tempi non saranno brevi.

Per questo, i medici continuano a insistere sull’importanza delle misure di contenimento e provano a sviluppare nuovi farmaci.

C’è il rischio che il virus muti.

Secondo gli esperti, è possibile che il virus Sars-CoV-2 muti in maniera tale da non essere più sensibile all’eventuale vaccino creato sulla base del virus precedente, proprio come avviene per il virus dell’influenza. Un vaccino sviluppato oggi, quindi, potrebbe non essere efficace fra mesi.

Nonostante ciò, un vaccino potrebbe comunque risultare prezioso, specialmente se il virus circolasse in maniera perenne, come accade con i virus influenzali, e ci fossero ulteriori focolai, anche se stagionali.

Per tutte le novità sul Coronavirus ti invitiamo sempre a verificare le informazioni e le notizie sulla sezione specifica del Ministero della Salute.

Fonte: Viver Sani e Belli

Cristina Caramma

(Credits immagine)

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