Tumore al pancreas, perché è difficile scoprirlo?

Il tumore al pancreas, anche se relativamente raro, è al quarto posto per mortalità in Italia. Ciò è dovuto alla difficoltà di fare una diagnosi precoce.

Il tumore al pancreas è relativamente raro. In Italia ci sono 6mila casi l’anno, contro, ad esempio, i 50mila del tumore al colon. Eppure, mentre nel caso del tumore al colon, al seno o alla prostata, la mortalità è in calo grazie alla diagnosi precoce e alle nuove terapie, per il tumore al pancreas i decessi sono in  aumento. Secondo le stime, entro il 2030 passerà al secondo posto tra le cause di morte da tumore.

Perché il tumore al pancreas ha questa alto tasso di mortalità?

La ragione principale è la difficoltà di fare una diagnosi precoce. I sintomi, quando presenti, vengono spesso confusi con quelli di altre malattie gastro-intestinali comuni (dolore addominale, mancanza di appetito). Per questo, più della metà dei casi di tumore viene diagnosticato quando si sono già formate metastasi a distanza, e non è guaribile con la chirurgia.

Non è facile scoprire le lesioni ai tessuti del pancreas.

Le lesioni macroscopiche, da cui si sviluppa al massimo il 3 per cento dei tumori, vengono di solito scoperte per caso, durante indagini fatte per tutt’altro motivo. Altre lesioni, più frequenti, sono addirittura visibili solo al microscopio. E non c’è modo di sapere quali evolveranno in tumore maligno.

Fare uno screening di massa per il tumore al pancreas non è pensabile.

Con queste premesse, non è pensabile sottoporre a uno screening la popolazione sana con mezzi come la Tac, che comporta l’esposizione a un’alta quantità di radiazioni. Anche si scoprissero le lesioni precocemente, il costo per trattarle, non sapendo se diventeranno maligne, è alto per il paziente. La resezione chirurgica del pancreas, infatti, comporta diventare diabetici a vita.

Per le persone che hanno familiarità con il tumore al pancreas, sono in corso sperimentazioni per valutare l’efficacia di uno screening con Tac o con una forma particolare di risonanza magnetica.

Cosa ci riserva il futuro?

La ricerca si sta focalizzando sulle cosiddette biopsie liquide. Si punta all’individuazione del Dna delle cellule maligne, spia di un tumore, nel sangue o in altri liquidi corporei. In caso di lesione sospetta al pancreas, si preleva il liquido all’interno e si ricerca il Dna per stabilire la natura delle cellule da cui proviene.

Cristina Caramma

(Credits immagine: blogunisalute.it/tumore-al-pancreas-sintomi/)

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