Stress e Infarto: c’è una correlazione?

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stress e infartoUna costante pressione emotiva può contribuire a mandare in tilt il cuore. Parliamo del legame tra stress e infarto.

È ormai risaputo che esiste uno stretto legame tra la salute mentale e quella salute fisica. Ciò vale, a maggior ragione, per la salute del cuore. La pressione emotiva e lo stress che possono derivare dalla vita quotidiana, per esempio dai problemi a lavoro, sono associati a un aumento del rischio di infarto del miocardio e di altre patologie cardiovascolari correlate, come l’attacco ischemico transitorio e l’ictus cerebrale. Ma cos’è l’infarto? E cosa c’è alla base di questa relazione tra stress e infarto?

L’infarto del miocardio è provocato nella maggior parte dei casi dall’ostruzione parziale o completa di un’arteria coronarica.

L’ostruzione si sviluppa a seguito di un accumulo di colesterolo e altre sostanze, che, insieme, vanno a creare una placca aterosclerotica. Durante un infarto, spesso si ha la rottura di questa placca con conseguente interruzione del passaggio di flusso sanguigno, e pertanto di ossigeno, al muscolo cardiaco che va, così, in necrosi.

Si tratta di una patologia severa che, se non viene trattata in maniera tempestiva, può condurre il paziente alla morte.

I sintomi dell’infarto possono essere diversi da individuo a individuo, ma vi sono dei segnali che, se riconosciuti in tempo, possono salvarci la vita.

Il sintomo più comune è la sensazione di dolore e oppressione al petto della durata superiore ai dieci minuti. Il dolore può estendersi a braccia, collo, mascella e schiena. Può essere accompagnato da bruciore allo stomaco, nausea, sudorazione fredda, fiato corto e stordimento.

Va sottolineato che l’infarto può anche essere asintomatico o presentarsi con un arresto cardiaco improvviso.

Stress e infarto: in che misura lo stress può contribuire allo sviluppo di un infarto?

Tra i fattori di rischio che possono condurre all’infarto vi sono fattori non modificabili, come l’età e la familiarità, ma anche fattori sui quali si può intervenire, come l’ipertensione arteriosa.

Una condizione di stress prolungato è associata sia a un aumento della pressione arteriosa che può sfociare in ipertensione conclamata, sia al rischio di rottura delle placche aterosclerotiche, laddove già presenti, con conseguente trombosi e necrosi del muscolo cardiaco.

Stress e infarto: cosa fare?

Fondamentale è agire sui comportamenti che, se modificati, possono aiutare ad attenuare lo stress e diminuire, quindi, il rischio di ipertensione.

Consigliate sono alcune attività sportive che si basano sul controllo del respiro e dei movimenti del corpo, come yoga o pilates.

Un altro consiglio è suddividere i propri compiti per importanza, svolgendone uno alla volta ed evitando il multitasking.

Per contenere l’agitazione e attenuare lo stress è utile anche: ascoltare musica rilassante, organizzare gli spazi lavorativi con colori tenui, circondarsi di piante.

Se l’ansia e lo stress si dovessero cronicizzare è sempre opportuno parlarne con il proprio medico fiducia ed eventualmente consultare uno specialista.

Cristina Caramma

Fonte: Humanitas

 

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