Soffri di colon irritabile?

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In Italia 1 persona su 5 soffre di sindrome dell’intestino irritabile, conosciuta anche come colon irritabile o colite.

Colpisce soprattutto le persone nella fascia di età compresa fra i 20 e i 50 anni, in prevalenza donne.

Quali sono i sintomi del colon irritabile?

Tra i sintomi tipici vi sono:

  • gonfiore addominale;
  • meteorismo;
  • dolore addominale, che migliora con l’evacuazione;
  • anomala frequenza di evacuazione;
  • alterata consistenza delle feci, con stipsi o diarrea;
  • sensazione di evacuazione incompleta;
  • presenza di muco nelle feci;
  • sensazione di stanchezza.

Come avviene la diagnosi?

La diagnosi parte quasi sempre da una visita del medico di famiglia, il quale formula un’ipotesi che deve essere confermata dal gastroenterologo. Il colon irritabile può essere confuso, in fase iniziale, con le malattie infiammatorie croniche intestinali (Morbo di Crohn e colite ulcerosa) e con le intolleranze alimentari.

Gli esami generalmente prescritti comprendono:

  • analisi del sangue: servono anche ad escludere un’eventuale intolleranza al glutine oppure la presenza di anemia, riconducibile a un malassorbimento;
  • esame delle feci;
  • colonscopia: consigliata ai pazienti di età superiore ai 50 anni.

Quali sono i trattamenti disponibili per la sindrome del colon irritabile?

Non esiste una cura definitiva. Malgrado ciò, è possibile intervenire su più fronti, assumendo alcuni farmaci sotto consulto medico e modificando lo stile di vita.

Tra i farmaci utilizzati nel trattamento del colon irritabile vi sono sono: spasmolitici; antidepressivi; antidiarroici o lassativi; ansiolitici; disinfettanti intestinali; enzimi digestivi; farmaci fitoterapici che riducono il volume del gas intestinale. Utile si è dimostrata anche la terapia cognitivo-comportamentale.

Fondamentale è anche agire sullo stile di vita. Quindi, è consigliato:

  • praticare un esercizio fisico regolare;
  • data l’ipersensibilità della mucosa intestinale, fare attenzione all’escursione termica e coprirsi bene; questa indicazione rimane valida anche per cibi e bevande;
  • assumere la corretta quantità di acqua ed evitare di bere bevande gassate e zuccherate.

Un’importante ruolo riveste senz’altro l’alimentazione.

La dieta deve essere personalizzata, anche se è possibile dare delle indicazioni di massima. L’alimentazione consigliata in caso di sindrome del colon irritabile è quella rappresentata dalla dieta FODMAP, illustrata sulla rivista Gastroenterology, che implica l’esclusione di alcuni cibi per almeno 4 settimane.

Gli alimenti FODMAP sono in sostanza i cibi che fermentano: ovvero “Fermentable Oligo-saccharides, Disaccharides, Mono-saccharides and Polyols”, oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli.

Tra gli alimenti generalmente “proibiti” vi sono:

  • asparagi;
  • erba cipollina;
  • cipolla;
  • aglio;
  • cavolo;
  • cicoria;
  • mais;
  • sedano;
  • legumi;
  • mela;
  • pera;
  • mango;
  • anguria;
  • pesche;
  • pistacchi e anacardi;
  • latte, latticini e yogurt.

Secondo i dati, la dieta FODMAP può migliorare la sintomatologia nel 75% dei casi.

Fonti

Dottore, ma è vero che?

Pagine Mediche

Cristina Caramma

(Credits immagine: comidaedizioni.it/sindrome-dellintestino-irritabile-il-cibo-giusto-al-momento-giusto)

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