Quali sono i sintomi dell’Alzheimer e come fare prevenzione?

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È una patologia subdola e insidiosa. Ecco quali sono i sintomi dell’Alzheimer, le cure oggi disponibili e come fare prevenzione.

L’Alzheimer colpisce in Italia circa 600.000 persone e rappresenta il 60% di tutte le forme di demenza. Questa malattia colpisce la memoria e le funzioni cognitive, si ripercuote sulla capacità di parlare e di pensare ma può causare anche altri problemi fra cui cambiamenti di umore e disorientamento. Oggi dalle ricerche sta emergendo che la patologia inizia molto tempo prima che affiorino i sintomi dell’Alzheimer.

Quali sono i sintomi dell’Alzheimer?

L’Alzheimer ha, in genere, un inizio subdolo. Chi ne è affetto comincia a dimenticare alcune cose, fino ad arrivare ad avere bisogno di aiuto anche per le attività quotidiane più semplici.  La rapidità con cui i sintomi si acutizzano varia da persona a persona.

Nel corso della malattia i deficit cognitivi possono portare il paziente a gravi perdite di memoria, a porre più volte le stesse domande, a non riconoscere più i propri familiari, a perdersi in luoghi ben conosciuti, a trascurare la propria sicurezza personale, l’igiene e la nutrizione.

Quali sono i segnali premonitori cui prestare attenzione, prima che si presentino i sintomi dell’Alzheimer più evidenti?

Oltre ai buchi nella memoria, diversi dai vuoti perché ciò che si è scordato non torna più alla mente, un segnale tipico è l’impoverimento del vocabolario.

Per intenderci, è normale avere “sulla punta della lingua” una parola, ma con un po’ di sforzi la ritroviamo. Nel caso dell’Alzheimer, invece, parole semplici sono come cancellate, oppure vengono sostituite con altre del tutto illogiche.

In questi casi, è importante rivolgersi a uno specialista.

Quali sono le cure disponibili?

Oggi purtroppo esistono solo farmaci in grado di rallentare la malattia in fase conclamata, ma non di bloccarla.

I tentativi di trovare medicinali più efficaci hanno finora dato risultati deludenti. La ricerca si sta ora focalizzando sulla comprensione dei meccanismi che scatenano la patologia, con l’obiettivo di stabilizzarla prima che degeneri.

Uno studio fatto negli Stati Uniti ha dimostrato che intervenire nel periodo iniziale permetterebbe di fermare la patologia per 5 anni, un tempo enorme per un malato di Alzheimer.

Si può prevenire l’Alzheimer?

Esiste uno stile di vita che rallenta il decadimento cognitivo. Molte ricerche hanno dimostrato che associando una corretta alimentazione all’attività fisica, si ottiene una riduzione di probabilità di Alzheimer, oltre che di altre forme di demenza. Fondamentale è anche allenare la mente e avere una buona vita sociale.

Dopo i 75 anni, inoltre, è importante fare una visita annuale per valutare le funzioni cognitive.

Fonti:

Istituto Superiore di Sanità

Donna Moderna

Cristina Caramma

(Credits immagine: sciencecue.it/esame-sangue-predire-alzheimer/15972/)

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