Quali sono i sintomi della pancreatite acuta?

16675

La pancreatite acuta è un’infiammazione del pancreas e dei tessuti circostanti. Ecco quali sono i sintomi, come avviene la diagnosi e come si cura.

La pancreatite acuta colpisce più spesso nella fascia di età tra i 40 e gli 80 anni. La maggior parte dei casi è dovuta ai calcoli biliari (calcoli della cistifellea) o all’eccessivo consumo di alcol. Può manifestarsi con diversa intensità e durata, e può risolversi nel giro di qualche giorno o di qualche settimana. In alcuni casi, la malattia si presenta in forma grave e può provocare serie complicazioni.

Ma cos’è il pancreas?

Il pancreas è una ghiandola dalla forma allungata disposta trasversalmente nella parte superiore dell’addome, tra stomaco e colonna vertebrale. Le sue funzioni sono principalmente due: endocrina ed esocrina.

La funzione endocrina è responsabile soprattutto della secrezione di due importanti ormoni che regolano il livello di glicemia nel sangue: insulina e glucagone. La funzione esocrina è quella di produrre enzimi che aiutano la digestione del cibo.

Quali sono i sintomi della pancreatite acuta?

Il sintomo più comune è un forte dolore che compare improvvisamente all’altezza dello stomaco. Il dolore, simile a una pugnalata, diviene sempre più intenso e può irradiarsi alla schiena. Mangiare o bere peggiora la situazione, soprattutto se si consumano cibi ad alto contenuto di grassi.

Se l’infiammazione è più aggressiva, il paziente può sviluppare anche nausea, vomito e febbre e, in casi di gravità maggiore, setticemia e insufficienza respiratoria e renale.

Come avviene la diagnosi?

È importante che lo specialista riconosca per tempo le forme gravi di pancreatite acuta perché, in questi casi, occorrerà intervenire immediatamente. Il dolore, così specifico, è il primo campanello d’allarme.

A seguito della valutazione clinica, lo specialista prescriverà innanzitutto degli esami del sangue per controllare i valori di due enzimi, lipasi e amilasi che, in caso si rivelino più alti del dovuto, possono segnalare un’alterazione del tessuto pancreatico.

Altri esami utili, soprattutto in caso di manifestazioni più aggressive del disturbo, sono:

  • ecografia, per individuare la presenza di calcoli biliari;
  • TAC con mezzo di contrasto, per avere una visione dettagliata del pancreas;
  • CPRE (colangio-pancreatografia retrograda endoscopica), si effettua tramite una sonda introdotta attraverso la bocca e l’esofago fino al duodeno. Permette di identificare i calcoli delle vie biliari, e in alcuni casi, rimuoverli direttamente.

Quali sono le cure?

Quando la patologia si presenta in forma lieve generalmente il paziente viene sottoposto a flebo, per integrare i liquidi persi, e deve osservare tra i 2 e i 3 giorni di digiuno. Quando la pancreatite si manifesta in maniera più aggressiva potrebbe rivelarsi necessario il ricovero in terapia intensiva.

L’importanza dell’alimentazione

I pazienti dovrebbero aumentare il consumo di legumi, verdura, frutta (anche secca), cereali integrali, carni bianche e alimenti ricchi di antiossidanti. È invece sconsigliato il consumo di grassi animali e di zuccheri.

Fonti:

Humanitas

Istituto Superiore di Sanità

Credits immagine: Pixabay

Cristina Caramma

lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here