Quali esami per la fertilità sono utili per le donne?

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Le donne decidono di diventare mamme sempre più tardi. Purtroppo, però, con l’avanzare dell’età, la capacità riproduttiva diminuisce e c’è il rischio di avere dei problemi nel concepimento. Ecco quali sono gli esami per la fertilità utili per le donne.

Per anni può capitare di non pensare di avere un figlio. O di rimandare perché ci si vuole prima affermare professionalmente o perché si ha voglia di fare nuove esperienze. O semplicemente perché non ci si sente pronte. Cosa fare se, quando arriva il momento, abbiamo difficoltà a diventare mamme? Ecco gli esami per la fertilità che le donne possono fare.

L’infertilità è stata classificata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come un problema di salute globale.

Nelle donne, il declino della fecondità inizia di solito all’età di 32 anni con una caduta drammatica dopo i 37. Inoltre, ultimamente è stato provato che anche nell’uomo l’età incide sulle probabilità di concepimento.

Quali esami per la fertilità devono fare le donne?

L’infertilità è definita comunemente come l’incapacità di concepire dopo un anno di rapporti non protetti. Ma per le donne che hanno più di 35 anni sarebbe meglio fare controlli  in maniera più tempestiva, per avere al più presto una diagnosi.

Gli esami da fare sono quelli che controllano la riserva ovarica, cioè il potenziale riproduttivo dell’ovaio. Ecco i metodi più attendibili.

Dosaggio dell’ormone FSH (ormone follicolo stimolante).

L’FSH stimola la produzione dei follicoli, contribuendo a regolare le funzioni delle ovaie. Nelle donne che hanno una importante diminuzione della riserva ovarica, il livello di FSH è elevato nella fase follicolare del ciclo, con livelli superiore a 20 mUI/ml.

Il dosaggio dell’Estradiolo è tra gli esami per la fertilità femminile.

L’estradiolo un ormone estrogeno prodotto naturalmente dalle ovaie. Livelli elevati nel giorno 2-3 della fase mestruale, sono collegati a scarsi risultati di gravidanza sia spontanea sia con fecondazione in vitro.

Conta dei follicoli antrali (AFC).

Il follicolo ovarico è la struttura che contiene l’ovocita e ne accompagna l’evoluzione fino all’ovulazione. I follicoli antrali sono piccoli follicoli ovarici che hanno al loro interno una cavità chiamata antro. Facendo un’ecografia transvaginale il 2° o 3° giorno della fase mestruale è possibile stimare il numero di follicoli antrali presenti nelle ovaie. Un valore uguale o minore di 4 è associato a tassi di gravidanza più bassi.

Ormone antimulleriano (AMH).

L’ormone antimulleriano  è prodotto dall’ovaio che è coinvolto nella regolazione della crescita e dello sviluppo dei follicoli. Può essere misurato in qualunque momento del ciclo e le sue concentrazioni nel sangue sono considerate indice di riserva ovarica.

È importante sottolineare che, quando si sospetta un problema di fertilità, è fondamentale rivolgersi il prima possibile a uno specialista.

Fonte:

Fondazione Serono

Cristina Caramma

(Credits immagine: quimamme.corriere.it/rimanere-incinta/voglio-avere-un-figlio/conosci-leta-delle-tue-ovaie-misura-lormone-antimuelleriano)

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