Fratture da osteoporosi: quali sono le più frequenti e come prevenirle?

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In Europa ogni anno sono 3 milioni e mezzo le fratture da osteoporosi. Ecco quali sono le più frequenti e come fare prevenzione.

L’osteoporosi è una patologia silenziosa che colpisce 200 milioni di donne in tutte il mondo, in prevalenza nel periodo della menopausa. L’Italia è il secondo Paese Europeo per incidenza (14%) dopo la Germania (18%). Oggi questa patologia rappresenta uno dei maggiori problemi sanitari in tutto il mondo, soprattutto per il grande impatto socio-sanitario delle fratture da osteoporosi.

Fratture da osteoporosi- I numeri

Il 15-18% di tutte le fratture nel mondo è dovuto a osteoporosi (1 ogni 3 secondi). Un uomo su 5 e una donna su 3 dopo i 50 anni subiscono una frattura da osteoporosi.

Tra le fratture da osteoporosi più comuni, oltre a quelle dell’anca e dell’avambraccio, vi sono le fratture vertebrali.

Possono interessare una o più vertebre e avvengono soprattutto nel distretto dorso-lombare. Sono causate in genere da un trauma minimo o moderato. Possono provocare una sintomatologia dolorosa importante, perdita di altezza e progressiva curvatura della spina dorsale (cifosi).

Frequenti sono anche le fratture del femore.

Le fratture del collo del femore sono fra le fratture più dolorose, invalidanti e difficili da curare. Di norma rendono necessario un intervento chirurgico, tranne in casi eccezionali, in cui le condizioni generali non ne permettono l’esecuzione.

Fratture da osteoporosi- I costi  

In età avanzata l’osso non si rimargina facilmente e quindi le ripercussioni sulla qualità di vita di chi subisce queste fratture sono alte (si pensi soltanto alle conseguenze della perdita di autonomia nell’anziano).

I costi sono alti anche per il sistema socio-sanitario, non solo per le spesa farmacologica ma anche per i costi di: degenza, cura e riabilitazione; disabilità/invalidità; assistenza per i pazienti non più autonomi; mortalità precoce.

Come prevenire le fratture da osteoporosi?

Preziosi alleati per la salute delle ossa sono la vitamina D e il sole. La vitamina D aiuta il corpo ad assorbire il calcio proveniente dai cibi ingeriti ed agisce nei processi di rimodellamento osseo.

È importante quindi mettere in tavola alimenti ricchi di calcio e di vitamina D (latte e derivati, ma anche legumi, ortaggi a foglia e alcuni pesci, come sardine e acciughe). Se serve, si può ricorrere a specifici integratori e ad acque minerali calciche, come l’acqua Uliveto.

Indispensabile è praticare attività fisica all’aperto, che dà modo al corpo di produrre vitamina D attraverso l’esposizione solare.

Se tutto ciò non basta, a seguito di una diagnosi di fragilità ossea, il medico prescriverà una specifica terapia farmacologica.

Fonte: Theramex

Cristina Caramma

 

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