Disturbi della coagulazione del sangue: quali sono e cosa li causa?

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Quando il sangue è troppo fluido o troppo denso, il rischio è che possano insorgere emorragie da un lato e trombi dall’altro. Ecco quali sono i disturbi della coagulazione del sangue, le cause e i rischi.

La capacità di coagulazione del sangue è un processo essenziale per la salute del nostro organismo. È fondamentale per impedire che compaiono emorragie a seguito di ferite e traumi. D’altra parte, però, quando il sangue coagula facilmente o in maniera eccessiva possono formarsi coaguli (trombi) pericolosi per la nostra salute. Scopriamo allora qualcosa di più sui disturbi della coagulazione del sangue.

I disturbi della coagulazione del sangue: quando è troppo fluido…

Emofilia

È una malattia rara di origine genetica dovuta alla mancanza di una sostanza proteica normalmente presente nel sangue che provoca un’imperfetta coagulazione del sangue. Si manifesta solo nei maschi, mentre le donne, che possono esserne portatrici, non presentano sintomi.

Negli emofilici si possono verificare manifestazioni emorragiche spontanee o per minimi traumi, che possono durare a lungo, al punto da risultare pericolose per la salute.

Porpora

È una malattia caratterizzata da emorragie sulla pelle di colore rossastro o viola. Le emorragie possono essere piccole come capocchie di spillo (petecchie) oppure essere più grandi (ecchimosi).

Tra le cause, oltre all’uso di alcuni farmaci, ci sono: un alterato funzionamento delle piastrine, un’infiammazione dei vasi sanguigni o una loro eccessiva fragilità.  Altre volte, la porpora può comparire in età giovanile ed essere conseguenza di malattie virali o immunologiche, o essere provocata da una leucemia.

I disturbi della coagulazione del sangue: quando è troppo denso…

Trombosi

È una malattia caratterizzata dalla presenza di un coagulo di sangue (trombo) in un’arteria o in una vena. Se si tratta di un’arteria, la conseguenza è un’interruzione del flusso di sangue e la sofferenza dell’organo irrorato dal vaso. Se è coinvolta una vena, invece, la complicanza più temibile è il distacco di un frammento del trombo (embolo) che, trasportato dal sangue, raggiunge un’altra parte del corpo, causando danni molto seri.

La trombosi arteriosa è provocata principalmente dall’aterosclerosi (irrigidimento delle pareti delle arterie). Ipercolesterolemia, ipertensione, fumo di sigaretta e obesità sono i principali fattori di rischio.

La trombosi venosa può colpire, oltre alle persone costrette a mantenere a lungo una posizione immobile, soggetti che hanno predisposizione genetica per l’ipercoagulabilità del sangue, i quali tendono a formare coaguli con facilità.

Flebite

È un’infiammazione alle pareti dei vasi sanguigni, molto diffusa specialmente in chi fa poco movimento. Spesso, il disturbo, che può causare la formazione di trombi, è anche dovuto alla presenza di varici o a una complicanza molto diffusa della gravidanza, a causa della pressione che l’utero esercita sulle vene della parte inferiore dell’addome.

Avitaminosi

Anche una carenza di vitamine può causare malattie che provocano fragilità capillare ed emorragie. Tra queste, c’è lo scorbuto, causato dalla carenza di vitamina C.

Uno dei sintomi più importanti della malattia è proprio la comparsa di frequenti emorragie, in particolare il sanguinamento alle gengive e l’iperpigmentazione della cute.

Fonti:

ViverSani e Belli

Ospedale Bambino Gesù

Manuale MSD

Humanitas Salute

Credits immagine: Pixabay

Cristina Caramma

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