Covid e gruppo sanguigno: è vero che chi ha il gruppo 0 è più protetto?

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Uno studio scientifico internazionale ha analizzato la correlazione tra Covid e gruppo sanguigno. Dai risultati, è emerso che chi ha il gruppo 0 corre meno rischio di complicanze.

Sembra proprio che essere uno “zero” sia una fortuna di questi tempi. Infatti, secondo i risultati di uno studio chi appartiene al gruppo sanguigno 0 corre un rischio inferiore di complicanze in caso di Covid-19.  Scopriamo qualcosa di più sulla relazione tra Covid e gruppo sanguigno.

Covid e gruppo sanguigno: lo studio

Lo studio scientifico internazionale, guidato in Italia dal Policlinico di Milano, ha correlato la maggiore o minore esposizione al Covid-19 al gruppo sanguigno. Dai risultati è emerso che il gruppo 0 sarebbe associato a sintomi più lievi, mentre quello A ha dimostrato un rischio aumentato di sviluppare l’infezione in forma grave.

Ma un gruppo sanguigno può davvero influenzare il nostro stato di salute, al punto da renderci più o meno resistenti alle malattie?

Sono molti gli studi hanno analizzato la capacità del nostro gruppo sanguigno di proteggerci da alcune malattie o di favorirne altre.

Una ricerca condotta dal Karolinska-Institutet, in Svezia, ha collegato il gruppo A a un maggiore rischio di contrarre il cancro allo stomaco, mentre B e AB sembrano più soggetti a sviluppare tumori del pancreas. Il meno vulnerabile alle neoplasie pare invece il gruppo 0 che in compenso ha un’elevata incidenza di gastriti e malattie ulcerose.

Secondo una ricerca della Sheffield University, in Inghilterra, chi appartiene al gruppo 0 sarebbe meno soggetto alle malattie degenerative del cervello, come l’Alzheimer. I soggetti con gruppo 0 apparirebbero anche meno esposti agli attacchi cardiaci, secondo le ricerche della Pennsylvania University di PhiIadelphia.

Molte le ricerche, ma una solo certezza.

Secondo il dottor Daniele Prati, direttore del Centro trasfusionale del Policlinico di Miano, “ln realtà, l’unica associazione che si regge su un’evidenza scientifica robusta è quella fra il gruppo sanguigno 0 e la maggiore protezione dagli eventi trombotici, più frequenti invece nei soggetti con gruppo A”. Probabilmente è per questo motivo che chi ha il gruppo 0 è più protetto dalle complicanze del Coronavirus, visto che la formazione di trombi rappresenta proprio una delle più gravi.

E la dieta del gruppo sanguigno?

La dieta del gruppo sanguigno, di cui si sente molto parlare, non ha mai retto alle indagini svolte per verificarne la validità. La più autorevole stroncatura è arrivata dall’American Journal of Clinical Nutrition, che già nel 2013 ha bocciato la teoria sia perché non supportata da adeguate evidenze scientifiche sia perché porta ad escludere intere categorie di alimenti e ciò può essere molto dannoso.

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Fonti:

Ansa

Starbene, numero 20

Cristina Caramma

 

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