Cattiva digestione: quali sono le cause e come evitarla?

I problemi digestivi sono piuttosto frequenti e quasi tutti ne siamo stati colpiti almeno una volta. Ecco quali sono i sintomi, le cause e le cure per la cattiva digestione.

Si stima che oltre il 40% degli italiani abbia almeno una volta avuto disturbi dopo aver mangiato. Questo accade perché la digestione è un processo complesso e delicato che può facilmente andare in tilt.

Quali sono i sintomi caratteristici di una cattiva digestione?

I problemi a livello digestivo si manifestano in genere con bruciore di stomaco, senso di pesantezza, mal di pancia,  sazietà precoce e gonfiore. Un altro sintomo tipico di cattiva digestione (chiamata anche dispepsia) è la sonnolenza dopo aver mangiato. Essa si verifica perché quando digeriamo il sangue viene richiamato verso l’apparato digerente e, specie quando questo processo è particolarmente faticoso, ciò può indurre sonnolenza, difficoltà di concentrazione e mal di testa.

La cattiva digestione spesso si associa anche ad alterazioni del tono dell’umore, per cui durante i periodi di stress può essere più frequente.

Quali sono le cause di una cattiva digestione?

Talvolta la causa è da cercare in alcuni comportamenti scorretti che determinano una maggiore difficoltà per il nostro stomaco. Ne è un esempio la cattiva masticazione.

La masticazione è fondamentale per la digestione. Innanzitutto, la triturazione del cibo che avviene in bocca aiuta il lavoro successivo dello stomaco. Inoltre, vi sono degli enzimi nella saliva che facilitano la digestione. Infine, è stato di recente scoperto che quando mastichiamo si creano delle piccole ferite sulle gengive attraverso le quali le cellule del sistema immunitario evitano che si inneschi una risposta aggressiva contro gli alimenti.

Ecco perché una masticazione insufficiente è una delle cause più frequenti di cattiva digestione.

Altri comportamenti che possono provocare disturbi digestivi sono: mangiare in maniera frettolosa, fare dei pasti abbondanti e sdraiarsi dopo aver mangiato. Non bisogna poi dimenticare che anche la qualità del cibo che ingeriamo influisce:  una buona digestione inizia in cucina.

Quando preoccuparsi?

Se i sintomi di cattiva digestione si protraggono per 2-3 mesi si parla di dispepsia cronica. In questo caso,  è bene rivolgersi al medico o allo specialista, al fine di comprendere le cause sottostanti.

La cattiva digestione può essere causata dalla presenza di una gastrite o di un’ulcera, dal reflusso gastroesofageo, da problemi a carico dell’apparato biliare, oppure all’assunzione di alcuni farmaci. In questi casi è possibile risolvere il problema. Nel restante 75% dei casi la dispepsia è idiopatica, cioè non è riconducibile ad un processo patologico definito. In questi casi si può intervenire solo trattando i sintomi.

Come si cura una cattiva digestione?

Laddove la dispepsia sia idiopatica, oltre a correggere le cattive abitudini, si procede con terapia farmacologica. In genere vengono prescritti dei farmaci antisecretivi, che riducono la produzione di acido, oppure dei farmaci che aiutano la motilità e dunque lo svuotamento gastrico.

Fonte:

Humanitas

Cristina Caramma

(Credits immagine: italiaatavola.net/salute/alimentazione/2019/9/11/cattiva-digestione-puo-iniziare-dalla-masticazione/62699/)

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