A chi serve la terapia ormonale in menopausa?

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Molte donne sono timorose nei confronti della terapia ormonale in menopausa. Ecco cosa c’è da sapere e quali sono le possibili alternative.

La menopausa è per molte donne un momento critico. Importante è affrontarla non con come  “l’inizio del declino”, ma come un lungo “secondo tempo”, da vivere al meglio.  Questa fase della vita è spesso accompagnata da fastidiosi disturbi: vampate, secchezza vaginale, insonnia, aumento di peso, irritabilità. Per combatterli, la scelta tra terapia ormonale in menopausa e soluzioni alternative va fatta con il medico.

La terapia ormonale in menopausa viene spesso guardata con sospetto.

È di poche settimane fa l’uscita su The Lancet di una ricerca che richiamava l’attenzione sul rischio di tumore al seno connesso alla Tos (terapia ormonale sostitutiva) protratta per lunghi periodi. Questa notizia ha risvegliato le paure delle pazienti, col rischio di alzare il numero delle donne che decidono di “fuggire” dalla terapia.

Non si tratta di nulla di nuovo in realtà. È solo un’ulteriore prova che il trattamento va fatto “su misura”.  

La Società Italiana della Menopausa e la Società di Ginecologia della Terza Età, hanno diffuso un documento ufficiale in risposta al panico che ha creato l’indagine: i dati, dicono, si riferiscono a dosaggi e farmaci diversi da quelli attualmente in uso.

Chiarito ciò, bisogna dire che la terapia ormonale in menopausa non è adatta per tutte le donne.

Le candidate giuste per questa terapia sono le donne con i sintomi vasomotori, le classiche vampate, perché queste sono correlate a un maggior pericolo di malattie cardiovascolari. Ci possono poi essere donne per le quali è comunque consigliata, per esempio per prevenire l’osteoporosi.

Una volta deciso che la Tos potrebbe essere una soluzione, serve un esame più approfondito sulla paziente.

Selezione delle pazienti e terapia personalizzata aiutano a minimizzare il già basso rischio della terapia ormonale in menopausa.

Eppure la maggioranza delle donne è ancora timorosa e non si cura perché vorrebbe alternative non ormonali. Che ci sono, ma vanno utilizzate con criterio, affidandosi al ginecologo.

Gli integratori e i fitoestrogeni in menopausa.

Se i sintomi sono lievi si può iniziare con gli integratori con i minori effetti, come i prodotti a base di cimicifuga e polline o anche con riso rosso, vitamina D e magnesio.

Ci sono poi i fitoestrogeni naturali, che mimano gli ormoni ma con azione più blanda. Questa opzione alternativa alla terapia ormonale in menopausa va comunque gestita da un medico e non ci si può certo affidare al fai da te. I fitoestrogeni, infatti, condividono pregi e difetti degli ormoni standard e quindi sollecitano, anche se meno, seno e utero.

Fonti:

Fondazione Veronesi

Corriere.it

Cristina Caramma

(Credits immagine: hotzehwc.com/2018/07/confused-about-hormone-replacement-therapy-for-menopause/)

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